Est contro Ovest

Russia, la faglia, gli Stati Uniti


Essere Russia o essere Stati Uniti, anche se sembra banale sottolinearlo, significa essere enormemente diversi. Pensarsi cassa di risonanza dell’anima espansa dell’Asia, non è pensarsi testa – avamposto e insieme caput, capitale – della grande cavalcata dell’Occidente. È chiaro: l’épos dell’ “antica madre” è tutt’altro rispetto a quello del “giovane campione”.



La linea di faglia è stata, ed è ancora, quella che taglia i Dardanelli.

Sei nemico, Putin, ma ti chiamo "folle"


In questi giorni di guerra, Vladimir Putin è ripetutamente descritto come “isolato”, “furioso”, dominato da un desiderio di potenza che si commisura solo al desiderio, uguale e contrario, di sfuggire un accerchiamento. Putin, si dice, è folle: questa è la vera cifra di molta speculazione giornalistica. Putin in venti e passa anni di strapotere, rinchiuso da due anni in una solitaria fortezza, è finito per far coincidere sé stesso – con tutta la propria corporalità – con il corpo della Russia stessa. Palpeggiata dalla Nato lei, attorniato dal brusio ostile degli oligarchi lui. Di tutto questo, nella realtà, non sappiamo quasi niente.